Italia sempre più rinnovabile, ma non bisogna fermarsi

04/11/2014

Interi terreni oggi ospitano miriadi di pannelli fotovoltaici, tetti con gli stessi pannelli blu che si elevano cercando il sole, pale eoliche che girano e rigirano. E’ sempre più frequente notarli nella nostra penisola, soprattutto nell’ultimo decennio. L’Italia sta avanzando sempre più verso il green.“

Secondo gli ultimi dati Ispra, le emissioni di gas a effetto serra dal 1990 sono andate crescendo lentamente fino ad un massimo, nel 2004, di 577 MtCO2eq (milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente) ma da allora sono in continua diminuzione. Infatti, dopo aver superato nel 2012 l’obiettivo di Kyoto, nel 2013 l’Italia ha ridotto le emissioni di un ulteriore 6% ed è sulla strada per centrare il target del 2020 del pacchetto clima-energia dell’UE. Dei 16,8 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) di consumi finali lordi soddisfatti dalle rinnovabili nel 2013, il 46% proviene dalla produzione elettrica, il 44% da calore e raffreddamento e il 10% rimanente dai biocombustibili. Dal 2005 al 2013 il contributo delle rinnovabili è più che raddoppiato ed il consumo delle fonti fossili è diminuito, anche se meno di quanto auspicabile: il petrolio del 5%, il gas del 6% ed il carbone del 14%. Il sistema dei trasporti e di produzione di energia termica infatti sono ancora dipendenti da queste ultime.

E le regioni più sostenibili quali sono? La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha visto un forte incremento in Valle d’Aosta che arriva a produrne addirittura il 100% con fonti rinnovabili. Lo stesso vale per le provincie autonome di Trento e Bolzano. A seguire troviamo il Molise con il 78% e Calabria al 58% di produzione. Con percentuali sempre minori troviamo Basilicata Puglia e Toscana e tutte le altre. Emilia-Romagna, Lazio e Liguria in fondo alla classifica con percentuali davvero molto basse


Cosa bisogna ancora fare. Nonostante le emissioni di gas serra siano state ridotte del 25%, ancora non basta. La crisi climatica si fa sentire, basta pensare ai disastri climatici della nostra penisola, e, più in generale alle temperature medie annuali che negli ultimi decenni sono aumentate più della media mondiale. Il mar Mediterraneo aumenta di 0,6° ogni decade, i ghiacciai alpini sono diminuiti del 55% dal 1850 e molti rischiamo di sparire entro il 2050. “È  necessario – come sottolinea il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi –  che si faccia di più per ridurre in modo molto più consistente le emissioni che concorrono a peggiorare il nostro clima”- e ancora, che – “abbiamo gli strumenti, le tecnologie e il talento per affrontare la crisi climatica e, tramite essa, anche le altre molteplici crisi che segnano il nostro Paese”.“

 

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